Buon anniversario di rivoluzione Romania.

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Buon anniversario di rivoluzione Romania

Fasi della rivoluzione della romena.
Fasi della rivoluzione romena.

Romania sei ancora molto giovane e non dimostri minimamente i tuoi trentaquattro anni, nonostante i tuoi “lineamenti” storici affondino le radici nella vecchia Dacia.

Che combinazione hai quasi gli anni di Cristo e sei “rinata” il suo stesso identico giorno. 25 dicembre 1989.

L’ultima dittatura comunista europea cadeva in maniera violenta e non attraverso una rivoluzione di “velluto“; quando il popolo romeno oramai allo strenuo, si ribellava contro una cleptocrazia famigliare, protrattasi da diversi decenni.

Gli antefatti partirono nella città di Timișoara, quando gli abitanti si opposero al trasferimento del pastore protestante László Tőkés, che aveva criticato aspramente il regime.

Il “satrapoCeaușescu, per ristabilire la situazione, dal balcone del Palazzo del Comitato Centrale della capitale, tentò di smorzare i toni concedendo un irrisorio aumento del salario minimo.

Il vaso però era ormai colmo.

L’epilogo lo sappiano tutti. Dopo un rapido processo Ceaușescu e sua moglie Elena furono fucilati.

La rivoluzione confiscata

Fu vera rivoluzione?. Alcuni considerano la caduta della dittatura romena, un colpo di stato mascherato dalla volontà popolare, rimanendo tale solo nell’immaginario occidentale.

Infatti il potere fu ereditato dagli stessi esponenti del vecchio regime, radunati sotto il nome di “Fronte di Salvezza Nazionale“, in cui primeggiava uno dei leader indiscussi: Ion Iliescu.

Presidente ad-interim del governo di transizione e in rotta da tempo con Ceaușescu, dopo la caduta del muro di Berlino, prima che la ventata di libertà travolgesse buona parte della nomenclatura, decise assieme ai suoi accoliti di deporre violentemente il despota.

Guidò il paese dal 1989 al 1996 e dal 2000 al 2006, verso la vincente economia di mercato e aderì alla Nato nell’ultimo anno della sua presidenza.

Paradossi di una rivoluzione annunciata.

Probabilmente l’informazione fu pilotata sovrastimando i morti della repressione di Timișoara, che successivamente stimolò l’evolversi di una situazione tesa già da tempo.

Ciò che resta

Il palazzo del Popolo, che fu costruito da Ceaușescu, simbolo della sua triste egemonia.
Il palazzo del Popolo a Bucarest. Fu costruito per volere della famiglia Ceaușescu e d è rimasto il simbolo della sua triste dittatura.

La rivoluzione romena da qualsiasi prospettiva la si veda, rimane un momento importante della storia internazionale e fondamento della società civile, in cui un popolo ha preso coscienza della sua autodeterminazione.

Gli strascichi del regime sono ancora presenti nella attuale società romena, ma la recente crescita economica e l’emorrogia estera si è finalmente attenuata

Che augurati se non buon anniversario di rivoluzione.

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