Non distruggiamo il gentile Abruzzo.

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Un nuovo inizio?

I nuovi padroni interinali: gli algoritmi un mondo in evoluzione, ed ancora alla ricerca di un equilibrio.

Siamo tornati nel limbo dei “quasi vivi” colorandoci momentaneamente di “arancione“, ma fin quando dovremo sottostare a questo lockdown ad intermittenza?.

In questa allarmante anarchia d’informazioni le nostre vite sono in una fase transitoria, appese ad un filo invisibile.

L’Abruzzo deve cambiare assolutamente rotta e trovare dentro la giusta rabbia, per scrollarsi di dosso un offensivo peso di “sudditanza” psicologico, sociale ed economico.

Pacentro e l’Unesco un esempio per tutti noi

Giuseppe De Chellis con la show-girl Barbara Chiappini durante la manifestazione della Corsa degli Zingari.

Pacentro un chiaro esempio di riscatto, in cui un’intera comunità slegata ai dettami della politica si impegna per arricchire il Patrimonio dell’Umanità con un particolare evento: La corsa degli Zingari, la quale rimanda al vocabolo di scalzo e non di gitano, ed affonda le sue radici al periodo longobardo.

Giuseppe De Chellis è il presidente dell’omonima associazione culturale e durante la mia intervista telefonica mi tratteggia il forte desiderio di tutti i suoi collaboratori di candidare l’avvenimento all’Unesco tra la fine del 2021 e l’inizio 2022.

Incuriosite dall’inaspettato successo della manifestazione molte testate nazionali hanno elogiato questa bizzarra corsa e dal canto mio penso di aver dato il mio piccolo contributo, poiché molti emigrati mi hanno contattato per ringraziarmi di aver rimembrato il proprio passato.

Nonostante le difficoltà dovute alla desertificazione economica Pacentro pullula di molti ragazzi, che hanno preferito impegnarsi per il loro borgo con la realizzazione di innumerevoli attrattive, in primis la Zipline, un’elettrizzante “volo d’angelo” nel bel mezzo della valle.

Pettorano sul Gizo e la Piazzetta incantata

A sinistra vestita di nero Cristina, la dolce “castellana” di Pettorano sul Gizio con figuranti in abiti tipici. Retrostante la magica fontana.

Siamo consapevoli di quanto gli algoritmi stiano elaborando una nuova società e l’idea di fondere l’uomo con la macchina, come alcuni transumanisti auspicano, non avverrà in un futuro così tanto remoto. (Post Virus tra utopie e distopie).

La pandemia ha messo in mostra la nostra pochezza, lasciandoci trasportare dall’onda dei cambiamenti senza creare l’humus per un nuovo Umanesimo.

L’unica “folle” sognatrice rimasta inalberata a questi strani mutamenti si trova nel cuore di un piccolo borgo: Pettorano sul Gizo.

Una gentile “paroliera” che con i suoi racconti “ruba” il nostro tempo rasserenandoci dal “tragico” quotidiano: Cristina.

Gestisce un bar nella piazzetta cittadina e narra ad ogni cliente in visita, storie ed aneddoti, una memoria storica con cui potersi eclissare dalla stupidità umana.

Con il calar della notte il gioco di luci ed ombre rende fiabesca l’ambientazione ed i personaggi della gentile “castellana” si animano come per magia, grazie alla nuova consapevolezza donataci all’assaggio della pozione presente nella magica fontana nel centro della piazza.

Tremate, tremate ma le streghe non son tornate

La meravigliosa Chiesa del Suffragio, con retrostante il tessuto storico della bellissima Castel del Monte.

Tremate, tremate le streghe sono tornate“, gridavano le femministe durante le manifestazione per rivendicare la propria emancipazione.

Se fossero venute a Castel del Monte il loro slogan avrebbe avuto una ridondanza maggiore, perché il paese pullula di incantesimi.

Anch’io sono stato vittima di un sortilegio, qualche megera irata della mia frettolosa visita mi ha cucito addosso uno strano malocchio per farmi tornare con più solerzia ed impegno.

In questo stupendo borgo vivono antiche tradizioni, un vero valore aggiunto del ricco folclore abruzzese, una meraviglia per capire appieno i retroscena della nostra regione.

Saluto il Piccolo Tibet con il cuore in gola

Lo stupendo scenario del Tibet abruzzese, una natura incontaminata è degno scenario di una regione che non ha raggiunto del tutto la sua vocazione turistica.

Viene chiamata il piccolo Tibet la piana a ridosso di Castel del Monte e per un attimo sembra di rivivere le mie avventure in terra d’Asia (Uzbekistan: appunti di viaggio).

Continuar a parlare d’Abruzzo mi far star bene; è ancora vasto questo mio mondo.

(Si ringrazia per la foto iniziale Federico Garofalo).

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3 Responses

  1. Un bellissimo articolo, che mette in risalto la beltà del nostro territorio ancora più bello, nonostante il silenzioso martellare del tempo senza niente e nessuno
    Questa pandemia ci ha preso il sorriso, ma non la speranza di ritrovarci assieme appena tutto sarà passato…
    Grazie Marco per il tuo contributo alla valorizzazione del nostro bellissimo territorio

  2. Cara Cristina
    Siete voi il valore aggiunto di una regione che sta lentamente morendo.
    Spero che grazie al vostro impegno si possa vedere lo spiraglio di una rinascita.

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