Villalago, il desiderio oltre l’anima.

Il meraviglioso skyline di Villalago.

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Villalago, il desiderio oltre l’anima

Uno dei tanti attrezzi del vecchio mulino.
Uno dei tanti attrezzi del vecchio mulino.

A Villalago c’è aria di festa. Il FAI di Sulmona ha aperto le porte del cuore di questo splendido paese, mostrandone la vera natura storica, artistica e soprattutto umana: quella di un borgo che, nel mio immaginario, è divenuto una punta di diamante dell’intera regione.

Sono arrivato troppo tardi, credevo che i turisti avessero disertato la bella giornata preferendo ancora una volta i lidi, eppure oggi, come a maggio, sottolineo come il Comune abbia saputo destagionalizzare le visite, rendendo il centro storico sempre più appetibile, “rivaleggiando” con la limitrofa Scanno.

Non potevo perdermi il suo mulino: era uno degli scopi della mia visita di oggi. Un luogo che un tempo non era un semplice fabbricato per macinare il grano, ma un punto d’incontro per tutta la comunità e il teatro in cui gli adolescenti si scambiavano solenni promesse d’amore.

Nel cuore del centro storico

Simone Lupi mi aveva avvertito da tempo: “Ti chiamerò non appena avremo un evento importante” e colgo l’occasione al volo, perché continuerò a nutrire l’anima oppressa da diverse mancanze giornaliere.

Alcune ragazze in abiti tipici.
Alcune ragazze in abiti tipici.

Ho camminato fino al Vecchio Municipio per incontrare le prime due figuranti in abito d’epoca. Eleganti e composte nei loro vestiti storici, mi hanno accolto con timidi sorrisi, velati da una simpatica nota di imbarazzo. Non erano affatto abituate alle telecamere né alle interviste: quando ho chiesto loro di scendere le scale per girare qualche ripresa ad effetto per i social, la loro genuina timidezza ha reso la scena ancora più autentica e spontanea.

L’impianto urbanistico a “girapoggio” della cittadina riporta alla luce storie antiche di emigrazione e fiera povertà, un’epoca in cui anche il più semplice dei gesti quotidiani diventava un modo per affermare la propria esistenza.

Mani giovani, sapori antichi e il profumo del pane appena sfornato tra le pietre di Villalago
Mani giovani, sapori antichi e il profumo del pane appena sfornato tra le pietre di Villalago.

Me ne rendo conto quando una ragazza in costume tradizionale mi invita a varcare la soglia di una vecchia abitazione, custode della vita di un tempo. Poco distante, un piccolo edificio circolare racchiude antichi attrezzi agricoli, testimoni silenziosi del lavoro nei campi e delle radici di questa terra.

Dal Lago di San Domenico al Lago Pio

Un angolo di paradiso nel celestiale Abruzzo.
Un angolo di paradiso nel celestiale Abruzzo.

Il sindaco Fernando Gatta mi regala un grande privilegio e bypassa le regole del parco, dandomi l’opportunità di filmare con il drone il Lago di San Domenico e il suo mistico eremo.

Dall’alto posso riprendere questa meravigliosa valle, ma sento l’istinto di fermare il lavoro per godermi una passeggiata quasi in solitaria, entrando nei misteri di questo contesto così gentile.

Una volta attraversata la costruzione con la bifora più celebre d’Abruzzo, sento rafforzarsi ciò a cui mi sto legando da quando sono diventato giornalista: un rapporto con i misteri della vita, recuperato negli ultimi anni quasi per magia.

Fortunatamente le visite si stanno diradando e questo mi aiuta a stare solo con i miei pensieri: gli stessi che animano i cervi stravaccati lungo l’argine del Lago Pio. Non si curano di me e, nonostante tenti lentamente di avvicinarmi, mi guardano assorti nel loro ozio.

Cittadini senza codice fiscale, ma con la residenza nel cuore di Villalago.
Cittadini senza codice fiscale, ma con la residenza nel cuore di Villalago.

Non hanno tessera elettorale né codice fiscale, ma sono residenti a pieno titolo. E sono capitanati da Giorgetto, il leader del folto gruppo di animali.

Le ombre iniziano ad allungarsi. Vorrei evitare di tornare: sento il dramma di non essere in studio per portarmi avanti con il lavoro del lunedì ed essere già pronto per cantiere e burocrazia.

Eppure vorrei tanto restare a Villalago: sono convinto che le notti qui siano animate da milioni di fuochi intergalattici e che appaiano gli spiriti dei vecchi abitanti ormai defunti, così come apprezzerei le voci degli animali a cui non sono più abituato.

Villalago non è un isolato luogo geografico. È un’eco di vite lontane, di memoria collettiva e di natura che non ha mai smesso di respirare.

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