L’Abruzzo incontra l’Ucraina.

L’Abruzzo incontra l’Ucraina

Rappresentanti della nutrita comunità ucraina in Abruzzo, manifestano il proprio dissenso.

PESCARA (P.ZZA SACRO CUORE) – Mi tremano le labbra mentre ascolto l’inno dell’Ucraina.

L’arte del giornalismo è imparzialità e obiettività dei nudi e crudi fatti storici, ma sono un sanguigno e non riesco a non essere partecipe del dolore di questa amabile gente.

Oggi, sono un ucraino tra gli ucraini.

L’Europa torna a trincerarsi dietro “La Cortina di Ferro“, dando la percezione di volere riscrivere pagine di storia oramai dimenticate

Niente Proxy War, questa volta è l’orso russo a scendere in campo per salvaguardare i propri interessi con un’insensata guerra d’aggressione, anche se la Nato ha indubbiamente le sue colpe.

Italia – Ucraina unite nel dolore

Una ragazza ucraina riesce a stento a trattenere le lacrime mentre tiene stretta la bandiera del suo paese.

La folla ucraina è una folla silenziosa, che rivendica con patriottismo la propria autodeterminazione.

Nessuna cameriera e badante…O Amante, (riferita all’infelice frase su Rai 3), ma persone addolorate per il destino del proprio paese e dei propri cari.

Spio i loro movimenti, i visi, la rabbia dei più giovani al sentire il nome Putin.

Queste persone sono come noi un tempo; emigranti alla ricerca di una terra promessa.

Mi sento osservato, come se qualcuno mi volesse dire quanto sia facile parlare di pace quando non sei tu quello in mezzo ai guai.

Sinceramente non saprei cosa rispondere, in Italia pochi hanno la percezione che questo conflitto potrebbe scatenare una Terza Guerra Mondiale; sembra quasi la ballata delle dichiarazioni dopo l’assassinio dell’Arciduca Francesco.

Gli italiani si spenderanno in tutti i modi possibili, siamo farfalloni ma dal buon cuore. La conosco la mia gente.

Sono però altresì convinto che quando il cannone cesserà di tuonare, chi ha causato questa catastrofe tratterà al tavolo della pace senza pagare dazio e amici come prima.

Bielorussi, russi e ucraini

Una donna bielorussa prende coraggiosamente il microfono dicendo quanto sia disgustata da una guerra politica, così come tanti russi scesi nelle piazze del loro paese.

Ad organizzare la manifestazione c’erano Kateryna Alerhush, presidente dell’associazione culturale “Ucraina Nessuno Escluso” e  Massimiliano Pignoli, Capo gruppo dell’UDC di Pescara, assieme a tanti altri componenti del suo partito.

Entrambi hanno manifestato la volontà di raccogliere beni di prima necessità da inviare per mezzo pullman alle famiglie bisognose.

Due ragazze Bielorusse, parte avversa perché “figlie minori” di Lukashenko, hanno dissentito le folli scelte del proprio governo..

Eppure soffro anche per la Russia, perché in tanti saranno amareggiati nell’essere visti come assassini, mentre desiderano farsi giudicare dalle future generazioni come uomini e non criminali.

Ho scritto per un giornale italo/russo, promuovendo i borghi del centro Italia ed ho avuto innumerevoli interscambi con questa gente che tutto mi è sembrata fuorché malvagia.

Spero che questa scia di sangue si fermi e non alimenti futuri odi.

Anche rappresentati della piccola Georgia manifestano a favore dell’Ucraina.

Da appassionato di geopolitica, speravo che la “Rivoluzione Arancione” prima e l'”Euromaidan” dopo avessero potuto aprire una nuova stagione di riforme per il paese e il Vecchio continente. Così non è stato.

Per adesso ti sogniamo libera come sei sempre stata dolce Ucraina.

One thought on “L’Abruzzo incontra l’Ucraina.”

  1. La guerra e la distruzione non hanno mai una giustificazione.
    Per capire la situazione attuale però bisogna andare piu in profondità nella storia dei due paesi e ammettere che in Ucraina ci sono storicamente due anime (una filorussa e una filoeuropea).
    Io penso (ma questo è un mio parere del tutto personale) che la guerra di Putin sia anche una guerra contro il pensiero unico occidentale che crede di poter dettar legge a tutti quando invece è molto fragile, produce individui fragilissimi e soprattutto non rappresenta affatto tanti valori tradizionali a cui molta gente reale ancora crede

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