Rasiglia la città plastic-free e gustando Bevagna – 1^ Puntata la Regione del silenzio l’Umbria

Coronavirus tutta un’altra prospettiva

Il particolare sistema di piccoli bacini idrici ha fatto divenire Rasiglia, una delle mete più gettonate dell’Umbria.

Ci siamo considerati sempre “noi“, mentre paesi meno al passo con i tempi li abbiamo denigrati con un semplicemente “loro“. Con il Coranavirus la situazione si è invertita facendoci divenire tutti potenziali “untori”.

La globalizzazione con il suo “without fronitiers” ha avuto un crollo ideologico e se il morbo continuerà ad infuriare, le sue elastiche leggi saranno sbaragliate a favore di un ritorno alle localizzazioni.

Mi spiace, in primis per le persone colpite da questa virale “influenza” e poi perché sento che si creeranno nuovi “lazzaretti” mentali, dove confinare un nuovo mondo sospettoso ed iracondo.

Il Made in Italy, vanto del nostro apprezzato  know-how, avrà una bella battuta d’arresto, trascinando nel baratro della crisi tanti altri settori.

Vivere all’interno di nuove “zone rosse” territoriali ed ideali sarà dura per un persona abituata a muoversi costantemente.

Dover rimandare il mio lavoro in Vietnam, coadiuvato dalla ambasciata italiana di Hanoi, per fungere da collante tra i libri del mio mentore Terzani e le nuove prospettive economiche del paese, mi rammarica non poco.

Rasiglia “società liquida”

Il simpatico Fabrizio, ci ha regalato una delle sue borracce eco, che metterò tra gli innumerevoli ricordi dei miei viaggi.

Rasiglia è un piccolissimo borgo di vecchio impianto medioevale, che con poco ha ottenuto tanto, basando il suo sviluppo turistico sull’eco-sostenibilità.

Un membro dell’associazione locale, la signora Milena, celermente mi parla di questo ambizioso progetto ed il buon Fabrizio, nella sua bottega, mi mostra come liberarsi dalla plastica, grazie all’ausilio del suo valido supporto tecnologico.

La sua gentilezza è molto piacevole e mi omaggia con una bottiglia ecologica per bere l’acqua che sgorga tra le tante innumerevoli fontanelle e con un ingegnoso sistema di canali la recupera, evitando sprechi di sorta.

Saliamo sulla torre e dopo una faticosa scarpinata mi accorgo che l’unico elemento in piedi, oltre a parte delle cinta muraria è solo il maschio.

Da questa altura però ci si immerge in un meraviglioso contesto naturalistico, che solo questa verde regione può offrire. 

La casa sulla cascata

La casa sulla “cascata”, in cui siamo stati gentilmente ospitati dalla proprietaria Chiara.

Non è lo stupendo progetto di Frank Llyod Wright, ma solo la casa di Chiara, una ragazza locale trasferitasi a Firenze, il cui compagno, mi ha contattato su Facebook, per mostrarmi la sua meravigliosa abitazione.

Vera chicca è la sua pavimentazione, realizzata soprastante i torrenti d’acqua.

Asole termo-acustiche “lastricate” in cristallo, evidenziano delle grotte sotterranee illuminate, che fungono da basamento a tutta la costruzione, donando all’atmosfera un’aura romantica.

La simpatica proprietaria ci mostra una fiabesca brochure, che ben si confà alla sua cascina, in cui le particolari foto mettono in evidenza la bellezza della sua abitazione, precedente adibita a B&B, mentre il suo ragazzo Angelo, cuoco gourmet, tiene a precisare le potenzialità turistiche del borgo.

Uno dei tanti sfiziosi piatti di Angelo che purtroppo non abbiamo potuto gustare preferendo, data l’ora e la stanchezza, un ritorno a casa.

La loro gentilezza è tale da volerci invitare per cena, onde degustare le delizie dello chef di casa, non prima di aver assaggiato gli squisiti bignè di sua nonna

Prima di andare via, Angelo ci fa passare su di un minuscolo ponticello in legno, ed esce fuori la negoziante rivendicando la proprietà dello stesso in maniera assai autoritaria. Penso alla futilità di questa contesa territoriale, perché mentre esso rimarrà in piedi, al nostro trapasso, voltureremo particelle e subalterni catastali all’assoluto.

Bevagna la città che non dimentichi

Il meraviglioso tessuto urbano di Bevagna.

Decidiamo di andare via prima di tornare dai nostri nuovi amici e ci dirigiamo verso Bevagna, un borgo scoperto per caso su internet.

Porta Cannara promette bene e le superfetazioni cristiane su un tempio romano un gran bel biglietto da visita, ma ciò che ci colpisce maggiormente è la presenza di un trattore, simbolo autentico ed agreste della genuinità del paese.

Ci dirigiamo verso il centro e la città così poco visitata mi mette in un grave stato d’ansia, sembra di vivere nella Milano Manzoniana e rifletto a come questa “epidemia” abbia messo in circolo una pandemia seicentesca.

I problemi nostrani sono altri; la mancanza di prospettive e di necessità, che hanno gettato le basi per la nostra pigra società, in cui tutto sembra ormai lecito.

Sento, invece una punta di sconfitta, al mio arrivo sotto le mura, quando scorgo le case post-sisma in cui tanti nostri concittadini sono stati abbandonati al destino dalla mala politica.

La piazza si, la piazza di Bevagna e come potremo dimenticarla, mentre bambini ignari dei mali del mondo preferiscono i loro cellulari a vecchi rituali infantili, mi godo la bellezza architettonica del suo tessuto artistico ed entro dentro la Chiesa di San Michele.

La croce, posizionata dietro il marmoreo altare, emana una luce soffusa e magnetica che potrebbe far cambiare la visione dei misteri della fede anche ad un ateo.

Enogastronomia dal simpatico Massimiliano

Il simpatico proprietario Massimo della norcineria Mevania, ci ha mostrato i segreti dell’arte culinaria umbra.

Oggi è in visita con me un food-blogger, mentre lo definirei senza tanti inglesismi solo un buongustaio. E poi si dice così? Correggetemi se sbaglio, oramai con la moda degli influencers, tante persone senza particolare talento possono dire la loro, mettendosi in mostra nella splendida vetrina dei social.

Era una richiesta che il goloso Paolo, mi aveva fatto da tempo, perché mi spiegava che la celebre porchetta di Bevagna è posizionata nel elenco dei dieci manicaretti da provare almeno una volta nella vita.

Entriamo dentro la Norcineria Mevania, dove il simpatico Massimiliano, risponde alle incalzanti domande del mio accompagnatore.

Ci spiega parte dei segreti del suo lavoro e di come la sua celebre porchetta a differenza di quella abruzzese, denoti la presenza di molto aglio fresco, abbastanza rosmarino, un po’ di pepe è una spolverata di finocchietto.

Il suo fornito negozio, mette in mostra la qualità dei suoi prodotti artigianali e tra oli, vini locali e biscotti di varia natura fantastico su di uno sgarro con tanti eccessi.

 Voglia d’Umbria

Dopo queste esperienze, la voglia d’Umbria è sempre più forte. Una regione che scopro con grande naturalezza essere una delle più affascinanti della nostra bella Penisola.

Torniamo a Rasiglia,  per poterla vedere di notte e sbagliando strada ci dirigiamo verso la stupenda Spello, in cui mi recai con una mia collega giornalista per un reportage su di un giornale russo (Articolo Spello: https://bit.ly/2vjRhCI), sulla sua Villa dei Mosaici e sento rinascere una voglia d’Umbria, la regione verde nel cuore della nostra magnifica Italia.

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