Vetusta Nursia il coraggio di Arianna.

A Norcia per il gentile regalo

La foto “incriminata” di una “giovane” di 104 primavere: nonna Iole Tentarelli.

Mia nonna ha compiuto 104 anni, un’età mica da poco. Ho deciso di farla affacciare sulla “vetrina” del mondo augurandole che la sua spensierata “fanciullezza” possa ancora continuare.

Non consideratela una vegliarda, potrebbe arrabbiarsi. Sicuramente non è più lucida come una volta, ma le nostre “scorribande” dolciarie nella bellissima Norcia le sono rimaste impresse nella sua memoria.

La nostra tappa fissa a Norcia era l’industria artigianale “Vetusta Nursia” e il suo gentile proprietario era divenuto un nostro amico, che oltre a viziarci con le sue prelibatezze amava mostrarci con una punta di velato orgoglio il suo laboratorio.

Sono anni che ho “disertato” la città di San Benedetto, ma l’occasione si è presentata quando Arianna Verucci, figlia dello storico titolare è venuta a conoscenza del legame che avevamo con suo padre e ha voluto spedire alla nostra “giovinotta” una busta ricolma di ogni ben di Dio.

Questa gentilezza in un mondo “butterato” dal Covid mi ha commosso e ho sentito il desiderio d’intervistarla per ricordare il signor Gabriele e scoprire i segreti della sua arte.

 Ferite ancora insanabili

Tipiche prelibatezze natalizie all’interno dell’azienda Vetusta Nursia.

Vedere Norcia in questo stato, con una ricostruzione che stenta a partire, m’infonde un grande dolore, perché nonostante stiamo vivendo il dramma del Covid abbiamo dimenticato i nostri Fratelli umbri.

Il borgo è un cantiere aperto e la maggior parte del suo tessuto storico e della cinta muraria sono massicciamente transennati.

Il costruito è parzialmente inagibile, alcuni negozi sono chiusi o trasferiti in altre sedi.

La fabbrica Vetusta Nursia, nonostante sia fuori del perimetro urbano ed all’interno del cratere è stata duramente colpita.

Arianna inizia parlandomi della ricostruzione del suo opificio e mi mostra i punti precedentemente lesionati.

La violenza del sisma è stata così forte da aver spaccato il capannone, così gli ingegneri intervenuti per “ricucire” lo squarcio iniziale hanno “fasciato” e rafforzato l’intera struttura.

Il signorile logo dell’azienda dolciaria Vetusta Nursia, fondata nel 1985 dal signor Gabriele Verucci.

Il “signore” del cioccolato non mi può più accogliere con il suo ampio sorriso, perché dopo il grave accaduto ha combattuto per riparare le “ferite” per poi passare il testimone alla sua battagliera figlia.

Mio padre era estroso come i suoi prodotti“, ricorda Arianna con un pizzico di velata malinconia.

Il dolore è ancora forte come i ricordi dei tanti sacrifici per rimettere in piedi l’attività contro l’asfissiante burocrazia italiana.

Il nuovo mago Emanuele

Il professionale Manuele ci mostra la sua arte e le diverse varianti di cioccolata.

Il laboratorio è un’ampia stanza piena zeppa di attrezzi “magici” pronti a sfornare innumerevoli prelibatezze adatte a tutti i tipi di palati.

Il gentile Emanuele inizia e mi spiega che per fare un buon prodotto bisogna in primis soddisfare tutti sensi.

Intervalla il suo discorso facendomi assaggiare la squisita cioccolata Ruby.

Sul tavolo armeggia con una pianta di cacao e con tutti gli ingredienti necessari alla realizzazione dei diversi tipi di cioccolata.

Le fasi sono essenzialmente tre. Miscelazione che deve avvenire a 45 °C, la posa del prodotto negli stampi a 35 °C e il raffreddamento che avviene in una speciale macchina a 8 °C.

La manualità però gioca un ruolo determinante, perché il risultato finale è condizionato dalla bravura e dell’amore del pasticciere.

Arianna il coraggio di riprovarci

Arianna Verucci con il prodotti di punta della sua azienda, la cioccolata al tartufo.

Arianna è una donna molto determinata, sta giocando la sua partita con la partecipazione alla prossima fiera di Dubai ed anche con la vendita online.

La nostra storia è iniziata da un capriccio di mio padre che vivendo a Roma decise di tornare nel suo luogo natio per  aprire una attività slegata dalle tradizioni culinarie locali.

All’inizio ci siamo opposti alla sua idea, perché il settore dolciario non fa parte della nostra tavola.

Invece ci siamo ricreduti, perché legare i prodotti del nostro territorio con la cioccolata è stata una scelta vincente.

Il dolce a cui siamo maggiormente affezionati è il cioccolatino al tartufo, dopodiché ci siamo buttati sul farro, lenticchie, roveja, ecc.

Il terremoto è stato un duro colpo ma mio padre non si è perso d’animo e i suoi sforzi alla lunga ci hanno ripagato. 

Eppure quando eravamo ripartiti è arrivata la mazzata del Covid e per non fermarci abbiamo potenziato il nuovo sito per le prenotazioni online e fatto una massiccia campagna pubblicitaria.

Futuro? Voglio continuare ad impegnarmi per onorare il nome di mio padre“.

Vetusta Nursia

La bellezza di un’azienda costruita in un eden paradisiaco in una delle regioni più verdi  d’Italia.

Arianna mi usa la stessa gentilezza del “Signore della cioccolata” regalandomi dei dolci per il viaggio di ritorno.

Non possiamo abbandonare Norcia e i paesini colpiti dal sisma.

Facciamo quindi un “avvicinamento sociale”  per far tornare questi borghi ai fasti di un tempo, così da dare manforte a queste aziende che sono parte del nostro tessuto produttivo.

Almeno per una volta abbattiamo le barriere d’incomprensione politica e sociale che ci hanno sempre contraddistinto.

 

2 thoughts on “Vetusta Nursia il coraggio di Arianna.

  1. Sono umbro d origine i miei Genitori erano di Borgo Cerreto e Preci oggi riposano li.. Avevamo case che poi abbiamo venduto ma ho legami indissolubili che mi legano Ricordi sia da bambino che da adulto conosco bene Norcia e altri paesi nei dintorni ma questa città ha qualcosa di piuun sapore mistico un luogo diverso e solo da amare come tutta l umbria la verde rigogliosa regione sosteniamola in ogni sua forma x risollevarla dai problemi che l hanno resa uno scenario drammatico a tutti noi

    1. Caro Francesco grazie per il tuo messaggio.
      La mia intervista è divenuta poi un viaggio nel dolore, spirituale e morale.
      Vedere l’Umbria e soprattutto Visso mi ha amareggiato, sprofondate non solo da una politica che non regge più il passo ed è sempre più scollegata dai problemi della gente. COVID docet.
      Ci sarebbe tanto da parlare.
      Da giornalista e architetto mi sono promesso di filmare, intervistare per non far dimenticare questa tragedia.
      Chiaramente i miei articoli spero siamo d’aiuto soprattutto per i turisti esteri per far ritorno nella terra dei Santi.

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